Club Alpino Italiano – Comitato Scientifico Veneto Friulano Giuliano
Dalla scoperta alla conoscenza dell’ambiente che ci circonda-
Mostra fotografica “I grandi animali selvatici delle montagne italiane” a Bassano del Grappa
Pubblicato il agosto 12th, 2010 Nessun commentoNelle valli remote delle Alpi, sugli sconfinati versanti forestali dell’Appennino, sulle rupi e nelle forre, nelle foreste silenziose, tra le ombre azzurre della sera e nelle tenebre delle notti senza luna,misteriosi animali risorti da un passato che ritenevamo estinto, si muovono alla ricerca di nuove dimore. Sono i Grandi Animali; sono gli orsi tornati dalla Slovenia e dalla Carinzia, sono le linci che migrano solitarie, ma anche le aquile che popolano nuovamente i cieli e i gipeti e i galli cedroni sopravvissuti al lungo Postglaciale dell’uomo. È l’anima selvatica della montagna ancestrale che sembra ridestarsi, con le mandrie di cervo e di stambecco che tornano ad essere protagoniste sui grandiosi palcoscenici loro appartenuti da prima che la storia iniziasse.
Mostra: I GRANDI ANIMALI SELVATICI DELLE MONTAGNE ITALIANE
Organizzazione: CAI Comitato Scientifico Veneto Friulano Giuliano e Sezione CAI di Bassano del Grappa con il patrocinio di CAI Veneto, Comune di Bassano del Grappa, Provincia di Vicenza e Regione del Veneto
Luogo di allestimento: Corpo di Guardia del Castello degli Ezzelini a Bassano del Grappa (VI)
Periodo: 11 – 26 settembre 2010
Orari di apertura: feriali 17.00-19.00 / sabato 15.00-19.00 / festivi 10.00-12.00 e 15.00-19.00
Ingresso Libero e Gratuito
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Week-end naturalistico-escursionistico sulle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità al Passo Pordoi dal 27 al 29 agosto 2010
Pubblicato il agosto 9th, 2010 Nessun commentoEcco alcune foto di gruppo dei partecipanti al Week-End Naturalistico-Escursionistico che si è tenuto al Centro di Formazione per la Montagna “Bruno Crepaz” al Passo Pordoi dal 27 al 29 agosto 2010. Foto scattate lungo il Viel del Pan.
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ALLA SCOPERTA DEL CAMMINO DELLE DOLOMITI – 5/09/2010
Pubblicato il agosto 3rd, 2010 Nessun commentoItinerario tra fede, natura e cultura da Belluno a Sedico lungo la 29a Tappa del Cammino delle Dolomiti
Luogo: Provincia di Belluno – Comune di Belluno
Gruppo montuoso: Dolomiti Bellunesi (Valbelluna)
Partenza: Piazza Campedel (dei Martiri), Belluno, 390 m, ore 8.00
Arrivo: Oratorio di S. Nicolò a Bribanet di Sedico (Belluno)
Referente: Luca De Bortoli (ONC CAI Belluno, E-mail lucadebortoli@email.it Cell. 3404665088)
Durata: 8 ore con soste
Lunghezza: 18,5 km
Dislivello in salita: 300 m
Difficoltà: T – nessuna difficoltà; è comunque richiesto un minimo di allenamento per la lunghezza del percorso
Equipaggiamento: consigliate pedule, giacca a vento, mantella o ombrello (a seconda del tempo), borraccia, viveri per il pranzo al sacco, eventuale ricambio di biancheria, racchette telescopiche
Interesse: geomorfologico, vegetazionale, paesaggistico, spirituale, artistico e storico-antropologico
Note: L’itinerario si sviluppa quasi interamente per strade asfaltate secondarie e stradine sterrate. Da Belluno a Roe il percorso presenta vari saliscendi, quindi, fino a Bribanet, rimane quasi sempre pianeggiante. Il ritorno avverrà in treno dalla stazione di Sedico-Bribano (17.29) a quella di Belluno (17.43)
Durante il percorso si visiteranno le chiese dei Ss. Filippo e Giacomo a Mussoi (XVI Sec.), dei Santi Giorgio e Sebastiano a Travazzoi (anteriore al Mille, sistemazione del XVII Sec.), dei Ss. Severo e Brigida a Tisoi (1765), di S. Giovanni Battista a Libano (XVI Sec.), di San Michele di Orzes (XVII Sec.), di S. Nicolò a Bribanet (1502). Ad esse si aggiungono alcuni monumenti civili di spiccato interesse come il Ponte delle Fontane (antico acquedotto di Fisterre, 1750), il Bosco delle Castagne e le testimonianze delle antiche rogge del Basso Cordevole.Il percorso inizia da Piazza Campedel e prosegue verso Mussoi. Poco dopo la rotonda della Cerva si prosegue lungo via Col di Lana per vedere la casa natale di papa Gregorio XVI e la chiesetta dei santi Filippo e Giacomo (pregevoli affreschi cinquecenteschi) che conserva le spoglie dei genitori del pontefice; 50 metri più avanti si prende, a destra, via Travazzoi e dopo altri 50 metri si entra nel parco di Villa Clizia (o di Mussoi – che si lascia sulla sinistra), magnifico bosco ricchissimo di specie arboree di origine esotica, fino al “ponte delle fontane”. Superato l’antico acquedotto si sale verso Vezzano (via Fisterre) e, incrociata la strada principale, si scende per un centinaio di metri, in direzione Belluno, fino alla chiesa di San Sebastiano. Dalla qui inizia la salita verso il “Bosco delle Castagne”, noto ai bellunesi perché qui furono impiccati alcuni partigiani durante il secondo conflitto mondiale (ogni anno si celebra una messa in loro ricordo). Dopo una salita non faticosa, ma non brevissima, si raggiunge il posto in cui accadde il tragico evento: i vecchi castagni su cui trovarono la morte quei ragazzi sono ancora in piedi, ormai secchi. Si tratta di un luogo monumentale e austero. In breve discesa si raggiunge l’azienda agricola Gava dalla quale, su strada bianca pianeggiante, ci si dirige verso Tisoi. Il paesaggio è splendido e caratterizzato dalla presenza di apprezzabili ambienti agrari di tipo tradizionale. Si raggiunge la bella chiesetta di San Simon e quindi, per strada asfaltata (via S.Simon) si arriva a Tisoi. Si prosegue per Giazzoi e si arriva quindi, dopo aver oltrepassato il torrente Gresal, a Libàno e Bolago, in posizione molto panoramica: lo sguardo spazia, in modo particolare, verso la Val Belluna. Quindi, per strada bianca in discesa, si raggiunge la località Casoni e poi Orzes. Fra Orzes e Roe Alte il percorso si sviluppa su stradine di campagna, in parte asfaltate, ma sempre inserite in contesti ambientali molto apprezzabili e ben conservati. Bello il panorama sui versanti meridionali dei rilievi del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi (Pizzocco, Spiz di Vedana, Monti del Sole) e sulla Certosa di Vedana. Oltrepassata la strada statale in località Suppiei, si comincia a costeggiare il Cordevole, ora su strade bianche, ora su piste in terra battuta. Si raggiunge così la frazione di Seghe di Villa e, sempre lungo il Cordevole, Villa e Meli. Nel tratto lungo il Cordevole, si notano ancora le tracce delle antiche segherie, qui in passato numerose. Da Meli un sentiero che si sviluppa proprio dietro il colle di Villa Patt di Sedico consente di raggiungere Bribano e la chiesetta di San Nicolò. Eretto nel 1502 e restaurato nel 2002, l’oratorio è dedicato a S.Nicolò, patrono degli zattieri, poiché per secoli Bribano è stato importante centro di lavorazione del legname che scendeva dall’Agordino per fluitazione lungo il Cordevole; la scritta “Buzatorum” e lo stemma (una mèla o lama da sega) sopra la porta d’ingresso, indicano la famiglia che ne commissionò la costruzione, i Buzzati, che avrebbero avuto come discendente, nel Novecento, il giornalista e scrittore bellunese Dino Buzzati. All’interno si possono ammirare: un altare in legno rosso del 1506, opera dell’intagliatore feltrino Vettor Scienza; uno splendido trittico di inizio Cinquecento, attribuito ad Agostino da Lodi, che rappresenta la Madonna, S.Nicolò e S.Rocco, protettore contro la peste; un paliotto in cuoio del Seicento con gli stemmi dei Rudio e del vescovo Berlendis, probabilmente opera di Giovanni Auregne o della sua scuola.
Luogo e orario di ritrovo: Belluno Piazza Campedel (dei Martiri), davanti alla Chiesa di San Rocco, 10 minuti prima dell’ora di partenza.
Le iscrizioni si ricevono telefonicamente o via mail presso Luca De Bortoli (Cell. 3404665088 – E-mail lucadebortoli@email.it) entro sabato 4 settembre 2010.
Quota di partecipazione: per i soci C.A.I. 5 euro (non soci 10 euro, comprensivi di assicurazione) per contributo spese organizzative, biglietto ferroviario per il rientro e materiale illustrativo.
POSTI DISPONIBILI: n. 50
Accompagnatori: Luca DE BORTOLI (ONC), Michela DAL MAS e Roberto BOIAGO -
Aggiornamento ONC del Veneto e Friuli Venezia Giulia
Pubblicato il giugno 27th, 2010 Nessun commentoSi è appena concluso l’aggiornamento degli Operatori Naturalistici e Culturali del Veneto e Friuli e Venezia Giulia che ha approfondito, in Comelico, i temi delle torbiere e della pecceta alpine.
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LA GRANDE FAUNA DELLE ALPI – Corso organizzato dalle Sezioni CAI di Conegliano, Oderzo, Pieve di Soligo, Vittorio Veneto
Pubblicato il maggio 10th, 2010 Nessun commentoCorso Naturalistico, Didattico-Formativo di 10 incontri per i soci e la collettività
Nell’ambito del corso, dal 4 dicembre 2010 al 2 gennaio 2011 presso il “Quartiere Latino Libri” in Via XI Febbraio al numero 34, sarà visibile la mostra fotografica “I Grandi animali delle montagne italiane – Omaggio a Mario Rigoni Stern”.
CORSO: LA GRANDE FAUNA DELLE ALPI – Animali selvatici delle Alpi Orientali
DIRETTORE DEL CORSO: Davide Berton (ONC, Naturalista)
SEDE: Conegliano (TV) - Sala Parrocchiale Madonna delle Grazie - Ore 20,45
PERIODO: Ottobre-Dicembre 2010
PROGRAMMA e ISCRIZIONI: LA GRANDE FAUNA DELLE ALPI – Brochure in pdf
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CORSO DI FORMAZIONE E DIVULGAZIONE SULLE DOLOMITI, PATRIMONIO DELL’UMANITA’ – Sedico (BL) dall’1/10/2010 all’11/12/2010
Pubblicato il aprile 29th, 2010 Nessun commentoPeriodo: Ottobre/Dicembre 2010 con 3 uscite in territorio dolomitico nell’estate 2011
Sede: Sedico (BL) – Serata introduttiva e Tavola Rotonda finale a Villa Manzoni ai Patt – lezioni presso il Palazzo dei Servizi
Organizzazione: Comitato Scientifico Veneto Friulano Giuliano e Sezione di Belluno del CAI
Patrocini: CAI Veneto, Fondazione Giovanni Angelini, Provincia di Belluno, Comune di Sedico
Direttore: Ugo Scortegagna
Coordinatore organizzativo: Luca De Bortoli
Programma di massima: Il corso si propone di dare delle informazioni sulle Dolomiti, recentemente inserite nella lista Unesco dei siti naturali Patrimonio dell’Umanità, considerate come complesso e ricco mosaico di peculiarità naturalistiche e antropiche uniche al mondo.
Il corso si articola in una serata introduttiva e dieci incontri serali a cadenza settimanale nei quali verranno presentate le caratteristiche geologiche, geomorfologiche, floristiche, vegetazionali, faunistiche e antropiche dell’area dolomitica. Una tavola rotonda finale metterà a confronto esperti di discipline diverse sulle opportunità derivate dalla proclamazione dell’Unesco.
01/10/2010: DOLOMITI ritratto naturalistico di una leggenda (serata introduttiva aperta a tutti a cura del naturalista Michele Zanetti)
1° lezione (07/10/2010): La formazione delle Dolomiti (Ugo Scortegagna, geologo)
2° lezione (14/10/2010): Dagli atolli al paesaggio dolomitico: geomorfologia Dolomiti (Lucio D’Alberto, geologo)
3° lezione (21/10/2010): Ghiacciai delle Dolomiti e morfologie glaciali nelle Dolomiti: dall’Ultimo Massimo Glaciale all’attuale ritiro (Prof. Alberto Carton, docente di geomorfologia e geografia fisica all’Università di Padova)
4° lezione (28/10/2010): Peculiarità della flora della regione dolomitica (Gianni Frigo, dott. forestale e guida naturalistico-ambientale regionale)
5° lezione (03/11/2010): Il paesaggio vegetale (Cesare Lasen, geobotanico)
6° lezione (11/11/2010): La fauna vertebrata delle Dolomiti: i pesci, gli anfibi e i rettili (Giuseppe Tormen, naturalista)
7° lezione (18/11/2010): La fauna vertebrata delle Dolomiti: gli uccelli (Michele Cassol, dott. forestale e naturalista)
8° lezione (25/11/2010): La fauna vertebrata delle Dolomiti: i mammiferi (Stefano Vendrami e Mauro Varaschin, dottori forestali)
9° lezione (02/12/2010): Culture e tradizioni nelle Dolomiti (Daniela Perco, antropologa e direttrice del Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi)
10° lezione (09/12/2010): Dal paesaggio naturale al paesaggio antropico: l’Uomo e le Dolomiti (Luca De Bortoli, Conservatore dei Beni Architettonici ed Ambientali)
Tavola rotonda finale moderata da Gianni Frigo (11/12/2010) con i relatori del corso e vari esperti coinvolti nella compilazione del dossier per la candidatura all’Unesco
Alle lezioni si aggiungono tre uscite giornaliere (facoltative):
1) Nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi (Vette Feltrine o Gruppo del Cimonega);
2) Mondeval e la Croda da Lago (o Fanes);
3) I Cadini di Misurina e le Tre Cime di Lavaredo.
Iscritti: minimo 35, massimo 100
Materiale didattico: dispense, dvd con le presentazioni in powerpoint e registrazioni delle lezioni, copia del volume “Ecosistema Dolomiti” di Michele Zanetti, block notes e borsa personalizzate.
Iscrizioni: entro il 26/09/2010 presso Luca De Bortoli (E-mail lucadebortoli@email.it – Cell. 3404665088) e fino al raggiungimento della quota massima di iscrizioni
Costo a persona: 50,00 € soci CAI; 70 € non soci; giovani e familiari sconto del 50%
Depliant Corso di Formazione “Alla Scoperta dei Monti Pallidi” (in pdf)
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Votazione on-line Concorso Fotografico “Mario Rigoni Stern 2009″
Pubblicato il gennaio 26th, 2010 Nessun commento1° Concorso fotografico Mario Rigoni Stern 2009
Tema: I grandi animali selvatici delle montagne italiane
E’ aperta la votazione on-line delle foto presentate al Concorso.
Qui sotto puoi scaricare il documento in pdf contenente tutte le immagini con relativa numerazione.
Foto Concorso “Mario Rigoni Stern 2009″ (pdf)
Nella SCHEDA DI VOTAZIONE (in formato doc) metti poi una croce o evidenzia il numero delle fotografie (al massimo 2, pena l’annullamento della scheda) che più ti piacciono.
Poi rispedisci la scheda all’indirizzo di posta elettronica dedicato: concorso@caicsvfg.it, indicando il tuo Nome e Cognome (per la legge sulla Privacy i tuoi dati saranno tenuti solo per la convalida delle schede, non diffusi a terzi e cancellati al termine delle votazioni).
La votazione è valida PER TUTTO l’anno 2010. Lo scrutinio delle schede avverrà a Dicembre 2010.
GRAZIE DELLA COLLABORAZIONE
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DIECI ANNI DI OPERATORI NATURALISTICI (Aggiornamento Nazionale in Carnia)
Pubblicato il agosto 29th, 2009 Nessun commento“Carnia, da terra di confine a cerniera d’Europa. Aspetti antropici e naturalistici delle Alpi Orientali”, questo il titolo dell’aggiornamento nazionale per operatori naturalistici che si è svolto dal 28 luglio al 1 agosto scorso nella verde cornice della Carnia, storica terra di confine, divisa tra Italia, Austria e Slovenia e nel contempo unita nella sua forte identità. Il tema, estremamente attuale, all’indomani dell’ingresso della Slovenia nell’unione Europea e della conseguente caduta dell’ultimo doloroso confine di questa parte d’Italia, è stato affrontato da una pluralità di punti di vista. Il quadro storico antropologico è stato introdotto dal Presidente Generale, Annibale Salsa, che,con un efficace e chiarissimo excursus storico, si è soffermato sui concetti di “frontiera e di “confine” sottolineandone le caratteristiche di chisura/barriera e di apertura al vicino. Nell’arco dei cinque giorni ai quasi settanta operatori naturalistici provenienti da tutta Italia è stato illustrato, da parte di relatori estremamente preparati e carichi di entusiasmo, come la Carnia sia un punto focale di passaggio e cerniera non solo fra popoli e culture, con le piccole e grandi vicende dei monti, degli uomini e delle donne che hanno vissuto in questo lembo d’Italia la durezza della prima guerra mondiale, illustrate con cuore e competenza dal colonnello Adriano Cattelan, ma anche relativamente all’aspetto vegetazionale e faunistico, sia per la microfauna, che per i grandi carnivori. Gli interventi teorici sono stati c arricchiti dalle giornaliere uscite sul territorio che hanno emozionato i partecipanti con la gran varietà di vegetazione floreale vissuta al culmine del suo splendore esaltato dall’azzurro costante del cielo con i boschi di secolari faggi a protezione degli abitati di fondovalle, boschi che esaltavano il fruscio delle fronde e, nella loro frescura, il “con puntuale appuntamento come da collaudato manuale di depliant turistico sopra la cava di marmo rosso di Verzegnis. Al di là degli aspetti naturalistici, le emozioni più forti che questa “terra di confine e cerniera d’Europa” ha saputo far vivere in tutti i partecipanti in maniera estremamente coinvolgente e toccante è stata la visita guidata al Museo Storico all’aperto sul monte Pal Piccolo, teatro di tragedie umane nel corso della Grande Guerra dal 1915 alla fine dell’autunno del 1917: non una semplice visita in veste di turisti staccati nel tempo, ma un doveroso pellegrinaggio sul tragico suolo insanguinato dai giovani Alpini e Finanzieri reclutati e mandati lassù da ogni regione d’Italia e dagli altrettanto giovani Austro-Ungarici. Essendo rappresentate tutte le regioni, possiamo dire che tutta l’Italia ha reso omaggio a queste giovani vite spezzate prematuramente e, forse, anche senza un valido “perché”.
L’accoglienza riservata alla “pacifica invasione” di ON nel tranquillo borgo di Paularo è stata la più calorosa che ci si potesse immaginare: con la grande gentilezza e discrezione che caratterizza questa piccola comunità ai confini con l’Austria, siamo stati ricevuti dai titolari degli esercizi dell’albergo diffuso e dagli abitanti dei borghi che ci vedevano ospiti graditi,; con competenza e riservatezza siamo stati accompagnati dal personale della locale stazione del Corpo Forestale; inoltre l’Amministrazione Comunale, oltre a metterci a disposizione i locali per gli incontri “in aula”, ha organizzato per noi un concerto corale e un ballo in piazza, in cui bisogna ammettere che, dopo le riserve iniziali, anche il CAI si è fatto onore.
L’organizzazione del Comitato Scientifico Veneto Friulano Giuliano presieduto dall’ON Ugo Scortegagna (direttore del corso) e delle sezioni carniche, è stata ottima, specie nella figura dell’infaticabile Bruno Mongiat, pozzo di informazioni, aneddoti e conoscenze della sua terra, che ci ha fatto non solo conoscere, ma anche amare.
Il resto è stato fatto dalle persone, uomini e donne, operatori volontari del CAI, innamorati della montagna e dell’ambiente, che, nel ritrovarsi ogni anno, rumore del silenzio” riapprezzato, da alcuni anni, anche dagli orsi solitari, con l’incontro ravvicinato col volo possente dei grifoni che ci “hanno attesi”
riescono a ricreare l’atmosfera dell’anno passato e riannodano, da ormai 10 anni, quel sottile ma forte filo rosso che lega gente lontana, condivide esperienze differenti e arricchisce sempre un po’ ciascuno di noi. Il gruppo, infatti, si è ricostituito nel 1999 con il corso della Sicilia; da lì si è rafforzato, è cresciuto nel 2002 con il nuovo corso nazionale e poi con i vari corsi regionali, fino a contare attualmente oltre un centinaio operatori naturalistici. Anche se l’espressione può essere banale, i legami sono quelli di una grande famiglia: coppie si sono formate e si sono create delle famiglie; lo sguardo verso il futuro è dato dalla nascita di un discreto numero di bimbi; e, come in ogni famiglia, c’è anche chi tra di noi “è andato avanti” e non si poteva non ricordare in questo decennale: Daniele Zagani, uomo di cultura e di montagna, socio del CAI, già presidente della sezione di Argenta, Operatore Naturalistico, ma soprattutto uno di noi.
Michela Ivancich (CAI Seregno)


















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