Dalla scoperta alla conoscenza dell'ambiente che ci circonda
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    GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 2016

    20160320_Gemona_Pagina_1DALLA PREISTORIA AL TERREMOTO DEL ’76

    La Sezione del CAI di Udine organizza nei giorni del 19 e 20 marzo, nell’ambito delle iniziative per la 24^ edizione delle giornate FAI di Primavera, una camminata molto interessante a carattere geologico-storico-naturalistico tra Gemona del Friuli e Sella Sant’Agnese.

    Durante il percorso si parlerà di vari argomenti interessanti: in considerazione della ricorrenza dei 40 anni dai terremoti del 1976, si parlerà ampiamente di geologia, geomorfologia e sismicità, ma anche di idrologia, storia, storia antica e non mancheranno di certo evidenze naturalistiche…..

    Per partecipare è necessario iscriversi in questa pagina oppure presso la sezione CAI di Udine.
    >>> scarica il programma dettagliato

    GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 2015

    20150321_Villalta_Pagina_1VILLALTA E MORUZZO

    Passeggiata storico-naturalistica con la Società Alpina Friulana

    Nel corso delle giornate FAI di Primavera, la Società Alpina Friulana di Udine propone una interessante passeggiata ad anello, con partenza dal meraviglioso castello di Villalta, che ci porterà a visitare vecchi manieri, antichissimi borghi perfettamente ristrutturati e luoghi molto interessanti dal punto di vista non solamente storico, ma anche naturalistico.
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    GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 2014

    CHIESETTE VOTIVE E CASTELLI DI FAEDIS  (Udine)

    Passeggiata Storico-Naturalistica con la SAF-CAI Udine

    faedis-castello-di-cucagna-e-castello-di-zuccoNelle giornate 22 e 23 marzo 2014, per la giornata del Fondo Ambiente Italiano, viene proposta un’interessante passeggiata storico-naturalistica sulle colline friulane: partendo da Faedis, un bell’itinerario ad anello porterà i partecipanti a visitare antiche chiesette e vecchi castelli immersi nella natura.
    La passeggiata viene ripetuta identica sabato e domenica, per permettere agli interessati di partecipare domenica o sabato alle “giornate di primavera del FAI”, in onore del quale è indetta l’iniziativa.
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     GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 2013

    “Piante Monumentali”  Città di Vittorio Veneto

    Il 24 Marzo 2013 sarà una giornata dedicata all’attività educativa e alla sensibilizzazione ambientale verso i nostri beni paesaggistici, seguendo uno dei percorsi offerti dall’itinerario “Alberi monumentali Vittorio Veneto”, realizzato dagli studenti del Liceo della Comunicazione dell’Istituto S. Giovanna D’Arco.

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    Tra Judrio e Chiarò (Udine)

    Passeggiata Storico-Naturalistica con la SAF-CAI Udine

    Nelle giornate 23 e 24 marzo 2013, per la giornata del Fondo Ambiente Italiano, viene proposta un’interessante passeggiata storico-naturalistica nel collio friulano, a cavallo della dorsale tra le valli percorse dai fiumi Judrio e Chiarò.

    Partendo dal castello di Albana di Prepotto, un bell’itinerario ad anello porterà i partecipanti a visitare antiche chiesette e caratteristici borghi immersi nella natura.

    La passeggiata viene ripetuta identica sabato e domenica, per permettere agli interessati di partecipare domenica o sabato alle “giornate di primavera del FAI”, in onore del quale è indetta l’iniziativa.

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    ESCURSIONI GIORNATA DI PRIMAVERA – 24/25 marzo 2012

    Escursioni a cura delle Sezioni e degli Operatori Naturalistici e Culturali del COMITATO SCIENTIFICO DEL CLUB ALPINO ITALIANO

    Sabato 24 e Domenica 25 marzo 2012

    LE ULTIME COLLINE (Susans –San Tomaso- Cimano)

    L’antico ghiacciaio Tilaventino, durante l’ultima glaciazione del Würm, arrivò ad appoggiarsi ai colli di Susans-Cimano, modellandoli in forme dolci ed abradendo il diaframma roccioso che faceva da spartiacque tra il Tagliamento e l’Arzino. Gli aspetti naturalistici del luogo, e l’importanza storica di alcuni tratti di percorso, rendono l’escursione estremamente interessante, difficilmente immaginabile percorrendo la strada trafficata tra San Daniele e Majano.

    Saliremo al castello di Susans per una breve visita esterna, poi a Borc de Vile dove ammireremo una strana e copiosa sorgente; da lì per carrarecce lungo le colline con boschi e radure scenderemo fino a Cimano, dove i canali intrecciati del Tagliamento ricevono i meandri del fiume Ledra, siamo vicini al monte di Ragogna, dove buona parte dell’eroica Brigata Bologna fu abbandonata dall’esercito italiano, durante la “Rotta di Caporetto” il 1° novembre 1917 , facendo saltare i ponti anzitempo, esattamente come era successo proprio a Caporetto il 24 ottobre, primo giorno della battaglia. l’importanza tattica del sito è testimoniata dall’esistenza dei bunker della Guerra Fredda.

    Davanti a noi c’è l’isolotto del Clapat, che è quanto rimane dell’antico diaframma spartiacque che divideva il bacino del Tagliamento da quello dell’Arzino. Qui ammireremo le ultime due cascate di tutto l’arco morenico, con una inusuale formazione di travertino e pareti coperte dal Capelvenere.

    Passando presso il cimitero di Cimano, ritorneremo sulle colline scoprendo la sorgente del Rio dell’Acqua Caduta, da lì per carrarecce lungo dolcissime e panoramiche creste erbose, scenderemo fino al grande recinto della fattoria didattica

    “Al Cerv” dove, con un po’ di fortuna, potremo ascoltare il bramito dei due cervi “alfa”, cioè a capo di due harem di femmine.

    Qui è prevista la sosta pranzo: un piattone di prosciutto crudo o di affettati misti e formaggio + ¼ di vino rosso o bianco – tutto di produzione propria – a € 8 (col caffè € 8,50). Prenotazione a cura di ciascun partecipante allo 0432-942033; 347-8005028; alloialcerv@hotmail.it. Chi preferisce il proprio panino è ugualmente gradito ospite.

    Dopo la sosta pranzo, si farà una breve passeggiata fino a San Tomaso, dove visiteremo la chiesetta di San Giovanni e l’antico Ospitale, con la spiegazione dell’ing. Marino Del Piccolo che sta curando il restauro. Da lì prenderemo la scorciatoia attraverso il cortile del sig. Domenico, che gentilmente ci fa passare ed ha fornito molte informazioni sulla vita di una volta nel borgo (occhio a stare a distanza di sicurezza dal suo Bobi) e per prati, boschetti e stradine torneremo a Susans e a Majano.

    Programma dettagliato Escursione Susans (in pdf)

    Escursioni culturali CAI in concomitanza con la XIX Giornata FAI di Primavera – 26-27 marzo 2011

    Sabato 26 marzo 2011

    FRIULI (UD) – Monte San Martino (tra i comuni di Savogna e di Grimacco) – Referente: Renzo Paganello – E-mail: renzo.paganello@fastwebnet.it / Cell. 347-2494329

    Dalla chiesa (m. 565) scenderemo per strada asfaltata verso la Forra del torrente Rieka (circa 480), sfiorando caverne della Grande guerra e un bunker del Vallo Littorio (la famosa linea “mi fido – non mi fido” di Mussolini nei confronti di Hitler). La stretta Forra è poco visibile dalla strada, ma s’intuisce il lavoro dell‟acqua sulle lisce pareti calcaree. Saliremo poi fino al Passo San Martino (663) dove prenderemo il sentiero di cresta che ci porterà alla chiesetta del Santo ed alla vetta del monte (m.987). Qui nel 1848 i patrioti italiani tentarono di impedire l‟ingresso in Friuli ad una colonna dell‟armata austriaca, che si dirigeva su Cividale e Udine per soffocare la loro ribellione all‟impero. Una lapide ricorda l‟episodio risorgimentale: “QUI – INSORGENTE IL POPOLO DI QUESTE VALLATE – I CONFINI DELLA PATRIA DIFESE – 20, 21 APRILE 1848”. Dalla vetta si gode di un panorama a 360° sui monti e sulla pianura friulana, ricordo che una limpida mattina di settembre sono riuscito a vedere oltre Lignano le ciminiere della centrale elettrica di Po di Tolle (alte 280 m. a circa 150 Km), con il semplice ausilio del mio binocolo 7X42 Swarovski-Habicht.Scenderemo quindi verso Nord, lungo la cresta, fino alla Bocchetta di Topolò, che si trova poco sopra il borgo noto per la manifestazione artistica che si svolge per due settimane a luglio, e da quota 810 scenderemo di nuovo al Rieka sotto Polava (circa 490). A Polava c’è un importante Centro Buddhista, visitato dal Dalai Lama pochi anni fa. Per chi fosse interessato ad una visita e ad un breve incontro con Plinio Benedetti, animatore e direttore del Centro, ricordo che per antichissima forma di rispetto gli scarponi si lasciano fuori dalla porta! Per strada asfaltata e panoramica saremo in breve alla chiesa di Cepletischis, a chiudere il circuito.

    In caso di cattivo tempo, da Cepletischis al mattino si può decidere di raggiungere in auto il passo san Martino, risparmiando Km 3,3 di strada asfaltata, e da lì la vetta del monte, eventualmente su strada militare della Grande Guerra.

    Programma dettagliato e modalità di iscrizione

    VENETO (VI) – Le Masiere del Canale di Brenta Valstagna – Referente: Anacleto Balasso  – E-mail: anacleto@balasso.it / Tel. 049-9407635

    Escursione organizzata dagli Operatori Naturalisti Culturali della sezione CAI di Cittadella e il gruppo Terre Alte in collaborazione con il Comitato Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano, di interesse culturale e naturalistico a conoscere i terrazzamenti ottenuti con la costruzione di muretti a secco le masiere, eretti tra il Seicento e Ottocento sulla destra orografica del fiume Brenta, a ridosso  delle scoscese pareti ad Est dell’ Altopiano dei Sette Comuni (di Asiago) nel comune di Valstagna. Sono stati costruiti 230 km di muri a secco alti fino a otto metri: le masiere, a recuperare 500 ettari complessivi coltivabili: sono segni dell’ingegno agricolo di questi residenti, un vero e proprio monumento alla fatica pietrificata, un’opera d’arte di ingegneria edile e soprattutto idraulica a captare gli scoli piovani, le micro-sorgenti, i pozzi in caverna essenziali per la raccolta d’acqua per la coltivazione della nuova pianta esotica arrivata a metà del 1600: il TABACCO. Questa nuova economia ha ridato fiato alle misere risorse degli abitanti del Canal del Brenta queste coltivazioni hanno dato origine ad una fitta rete di piccoli sentieri a raggiungere le case e gli appezzamenti: i trodi del tabacco e in seguito L’Alta Via del Tabacco ricavati sulla roccia  per non togliere terra alle coltivazioni, e’ un tracciato di collegamento tra le contrade di mezza costa. Al Pian delle casarete vivevano 90 famiglie coltivando 25.000 mq di terrazzamenti ora per l’abbandono di queste attività, il degrado, la mancanza di manutenzione, l’avanzare del bosco ha reso queste masiere in parte rovinate o instabili con pericolo di smottamenti per gli insediamenti sottostanti. Il ritorno sarà verso lo Smira o Vallesella con un antico muro di protezione e contenimento dello scorrimento delle acque piovane. Attraversando la Val Verta ci sarà modo di toccare con mano la nuova iniziativa adottata dal Comune  di adozione diretta e a distanza di terrazzamenti abbandonati che grazie anche al sostegno del CAI sta decollando.

    Programma e modalità di iscrizione

    VENETO (BL) – Alla scoperta di Mel e dintorni: passeggiata culturale tra storia, arte e natura – Referente: Luca De Bortoli – E-mail: lucadebortoli@email.it / Cell. 340-4665088

    L’itinerario ad anello si sviluppa attorno al colle sul quale sorge l’antico insediamento di Mel e consente di “toccare con mano” il notevole patrimonio storico-artistico di uno dei principali centri abitati della Valbelluna, nonché di leggere nel paesaggio circostante le trasformazioni operate dall’uomo nel corso dei millenni. Durante l’escursione infatti si visiteranno le chiese dei Santi Gottardo e Maria Maddalena (a Follo, contenente pregevoli affreschi quattrocenteschi), quella seicentesca di San Nicola (a Gus), l’antica Pieve sconsacrata di San Pietro, antecedente al Mille e con gli evidenti segni della sua trasformazione in cinematografo, il centrale Oratorio quattrocentesco dell’Addolorata e l’attigua Arcipretale settecentesca dedicata all’Annunciazione di Maria (ricche di opere cinquecentesche, come le tele dello Schiavone e le Madonne con Bambino di Giovanni da Mel e di Pietro Marascalchi). Si scoprirà così la lunga e complessa storia dell’abitato, soffermandosi sui suoi principali monumenti religiosi e civili, tra i quali il cinquecentesco Palazzo della Magnifica Comunità (oggi Municipio) con il pregevole ciclo affrescato di Marco Da Mel illustrante episodi dell’Orlando Furioso, il Palazzo Barbuio-Gaio dalla facciata dipinta e risalente al XIV secolo, per concludere con il seicentesco Palazzo delle Contesse, il cui museo archeologico conserva le tracce delle origini paleovenete dell’inse-diamento. Durante il percorso sarà possibile osservare anche diversi esempi di architettura rurale e una caratteristica ghiacciaia.

    XIX Giornata FAI di Primavera – Sabato 26 marzo 2011 intorno a Mel (BL)

    Domenica 27 marzo 2011

    FRIULI (UD) – Antiche chiesette e colline nel Comune di San Leonardo – Referente: Renzo Paganello – E-mail: renzo.paganello@fastwebnet.it / Cell. 347-2494329

    Il percorso passa a fianco della chiesa parrocchiale del Sacro Cuore, attraverso le viuzze di Merso di Sopra raggiungeremo la chiesetta di San Antonio Abate (citata già nel 1200), presso cui per lunghi secoli si sono tenute le assemblee dei decani dei paesi delle vallate contermini per amministrare la giustizia e la cosa pubblica. Grazie alla disponibilità del parroco, don Rinaldo, visiteremo la chiesetta. Poi l’itinerario si snoda lungo il dolce costone che divide la valle del Cosizza da quella dell’Erbezzo, per lo più su ampi prati ancora sfalciati o tenuti a pascolo, con vasto panorama. Il bosco a fianco della mulattiera presenta notevoli esemplari di quercia e castagno e ogni anno qui si rinnova la dimostrazione della quota cioè la carbonaia per trasformare la legna in carbone. La chiesetta di San Andrea (m. 546) sorge in luogo adatto per una torre di guardia (sul cui sito probabilmente è stata edificata tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500). Presenta una robusta torre campanaria ed un atrio molto particolare, eccentrico e con un unico spiovente. La porta d’ingresso, a sesto acuto, è in pietra finemente lavorata. L’interno è singolare, con una grossa colonna che divide con due archi a tutto sesto la navata principale da una navatella laterale con l’altare di San Barnaba. Nel presbiterio poligonale troneggia l’altare ligneo dorato, opera di Lukas Scharf del 1695 (le statue lignee sono conservate nella sacrestia di Santa Lucia, per motivi di sicurezza). Percorrendo un‟antica stradina in quota nel bosco, raggiungeremo l’abitato di Cravero e la chiesetta di Santa Lucia. La costruzione risale al 1454, sulla facciata presenta un campanile a vela, il portico è ampio e su colonne. La porta d‟ingresso è a sesto acuto, l’aula rettangolare porta ad un arco trionfale ogivale, che immette nel presbiterio poligonale con il soffitto a reti di costoloni. Le vele e le pareti presentano un ricco ciclo di affreschi attribuito al pittore Jernej da Skofja Loka (un cartiglio riporta la data del 1536). L’altar maggiore è in legno dorato e decorato, opera di Lukas Scharf d’inizio Settecento. L’accesso alle due chiese è cortesemente consentito dal sig. Pietro Qualizza, che custodisce le chiavi. Ricordo che nell’Archivio del Capitolo di Cividale esiste un documento da cui si evince che già il 10 maggio 1602 un Qualizza si prendeva cura della chiesa! Il ritorno avviene lungo una stradina che parte dalla moderna e più capiente chiesa del paese, per poi raggiungere il piacevole e panoramico prato sui cui abbiamo concluso la salita.

    Programma dettagliato e modalità di iscrizione

    VENETO (VI) – Le Masiere del Canale di Brenta a Valstagna (Vicenza) – Referente: Anacleto Balasso  – E-mail: anacleto@balasso.it / Tel. 049-9407635

    Programma e modalità di iscrizione all’escursione nelle Masiere (per la descrizione vedi sopra)

    VENETO (BL) – La via delle Alpi dalla Romanità ai giorni nostri: un percorso a ritroso nel tempo tra Boite e Piave (Centro Cadore – Traversata da Cibiana a Perarolo) – Referenti: Ugo Scortegagna – E-mail: ugoscorte@yahoo.it / Cell. 338-3858297 e Luca De Bortoli – E-mail: lucadebortoli@email.it / Cell. 340-4665088

    Percorrendo la strada che da Valle scende a Perarolo, lungo la stretta gola che divide il monte Zucco dalle pendici ghiaiose del Colle Doughe (Saline), si attraversa il Ponte di Rualan. Si attraversa il ponte di Rualan. Si tratta di un antico ponte di legno risalente al periodo romano, sapientemente ricostruito. Si tratta di strada che saliva da Perarolo direttamente a Valle lungo il Canale del Boite, è stato frequentato fin dai tempi più antichi, molto prima che si costruisse la rotabile denominata “Cavallera”, sul versante meridionale del Monte Zucco. Tale strada , denominata “Strada delle Greola”, seguiva il tracciato della più antica  via romana che oggi è in parte franata , per cui è percorribile solo  parzialmente. Ci troviamo lungo la principale arteria di traffico che saliva da Perarolo e, passando per la Valle del Boite, proseguiva  per l’Alemagna lungo la dorsale panoramica che scende dalle pendici dell’Antelao si è sviluppata la frazione di Costa. Essa conserva in buono stato edifici e ricche famiglie di mercanti e notai che a Valle avevano scelto di stabilire la propria residenza. Fra i molti edifici pieghevoli ricordiamo il Palazzo Castantini (sec. XV) che presenta sul versante fronte strada una elegante bifora in stile gotico. Emerge in posizione stupenda e dominate  nel cuore della Valle la chiesa di San Martino (sec. XVII).

    Programma dettagliato dell’escursione e modalità d’iscrizione

    XIX Giornata FAI di Primavera – Domenica 27 marzo 2011 tra Boite e Piave da Belluno

    XVIII Giornata FAI di Primavera: 28 marzo 2010 – Dalla Preistoria al terremoto del ’76 (Ospedaletto di Gemona – UD)

    a cura dell’ONC Renzo Paganello

    Appuntamento nella piazza della chiesa ad Ospedaletto (m. 206), ai piedi della salita al Priorato di S. Spirito; breve digressione per vedere il ricovero antiaereo della 2^ guerra mondiale, poi prenderemo la strada che porta al complesso del Forte, con le prime caverne e casermette.

    Per strada militare al Forte di Monte Ercole (m. 306), dove visiteremo il trinceramento coperto e la piattaforma dei cannoni. Proseguendo per la strada scavata nella viva roccia, faremo una puntata ai resti del Castello di Grossemberg (del XII secolo) e poi alla cima del M. Cumieli (m. 562) con il  Castelliere protostorico risalente al 1300-1000 a.C., da qui potremo ammirare il bacino detto “Campo di Osoppo”, dove 9.000 anni fa si era formato un vasto lago tra la cerchia delle morene frontali e la lingua del ghiacciaio Tilaventino in arretramento.

    Ritornati alla selletta (quota 474)  dove avevamo lascito l’itinerario principale, ci dirigeremo verso Sella S. Agnese (m. 430), con di fronte a noi l’incomparabile spettacolo del ventaglio di rocce chiamato “Cret de cengle”, che domina i morbidi prati della Sella, con la bella chiesetta, i resti del romitorio e  la sorgente perenne: è una vera oasi di pace.

    Se la comitiva avrà buone gambe, inizieremo il ritorno percorrendo per un tratto verso Venzone  l’antica strada celtica e poi, deviando ad aggirare il M. Cumieli da nord, il sentiero naturalistico del lago di Ospedaletto; altrimenti ritorneremo per la strada militare e quindi andremo al laghetto Minisini (m. 207), di origine glaciale e ormai quasi completamente coperto dal canneto, collegato attraverso un cunicolo carsico ed il principio dei vasi comunicanti alla Roggia Plovia, ormai scarsamente utilizzata ed alimentata (tra Ospedaletto e Campolessi  di Gemona c’erano ben 9 sistemi idraulici in funzione!) e con l’immancabile leggenda del tesoro nascosto (e le più prosaiche bombe d’aereo degli Alleati sepolte nella melma del fondo).

    Proseguendo verso sud arriveremo al Mulino Cocconi, splendido esempio di restauro di antica struttura , dove i responsabili dell’Eco-museo delle acque ci illustreranno brevemente le loro  finalità ed iniziative.

    Scarica qui il programma dettagliato dell’escursione (in doc)

    XVIII Giornata FAI di Primavera: 28 marzo 2010 – Castelli di Faedis (anello del Monte Cavallaro di Porzus)

    Intersezionale: (S.Vito T; Spilimbergo; Faedis; Cervignano del F.)

    In collaborazione con: Comune di Faedis; Consorzio Dolce Nord Est; Studio Racanello e Comitato Scientifico VFG .

    Si rinnova la collaborazione tra CAI e FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) con la giornata nazione di Primavera (monumenti aperti). Quest’anno visiteremo Il complesso, dei castelli di Faedis che sono in stato di avanzato recupero.Il castello di Cucagna è caraterrizato dall’alta torre quadrangolare con pusterla sopraelevata. Non distante vi era la domus fortificata di cui rimangono i muri e una grande cisterna. Il Castello di Zucco antico maniero venne edificato, com’era in uso, in un punto più basso rispetto a quello preesistente, quasi una forma di sottomissione e rispetto verso il primo più antico ed illustre. All’interno del recinto sorgevano la torre mastio, la domus fortificata, alcune strutture abitative e anche la cappella castellana che ancora oggi è possibile ammirare. Il castello di Soffumbergo fu costruito nel XI secolo e deve la sua importanza soprattutto al fatto che per molti secoli fu il soggiorno estivo del Patriarca di Aquileia.

    Il percorso denominato “Anello del Monte Cavallaro di Porzus”  inizia dalla piazza di Faedis,  seguendo le indicazioni per Canebola si raggiunge in breve le ultime case della frazione di S.Anastasia. Si prosegueda qui per il sentiero che conduce prima al castello Zucco e poi salendo si arriva al castello di Cucagna. Da questo punto verso la dorsale del monte Cavallaro seguendo le indicazioni “malghe di Porzuz” arriveremo all’omonima frazione. Cominceremo a scendere fino ad arrivare all’abitato di Clap da qui, lungo un sentiero gradinato, verso la chiesetta di S.Maria Maddalena e poi fiancheggiando muretti a secco seguiremo la direzione degli orti di Canal di Grivò per ritornare al parcheggio.

    Partenza: ore 7,30 ritrovo ore 8,45 FAEDIS piazzale parcheggio (dietro la chiesa di Santa Maria Assunta)

    Note: dopo l’escursione visita al consorzioDolce Nord Est” con rinfresco (partecipazione facoltativa)

    Difficoltà: E  – Naturalistica

    Dislivello: 400 m  (segnavia comunale)

    Tempo: complessive 5 ore circa

    Capigita: ON Vegnaduzzo Cesare – Paci MariaTeresa e ON-FVG

    Trasporto: mezzi propri

    Altitudine min: 179 m

    Altitudine max: 818 m

    Carta Tabacco: n°026

    XVIII Giornata FAI di Primavera in Lessinia con le Sezioni di Conegliano e Mirano – Valle delle Sfingi a Camposilvano

    Giornata nazionale organizzata dal FONDO AMBIENTE ITALIANO  (FAI) in gemellaggio con la SEZIONE del CAI di CONEGLIANO. Alla portata di tutti, con aspetti antropici, naturalistici e ambientali, aperta a soci e non soci.

    Quest’anno ci porteremo  in LESSINIA.

    Breve descrizione: percorso che racchiude aspetti naturalistici fondamentalmente geologici e paesaggistici, ma nello stesso tempo di carattere storico e antropico, dove si potrà osservare particolarità geomorfologiche, ma anche strutture architettoniche che caratterizzano questa parte della nostra regione, non ancora opportunamente conosciuta. Una abbinamento escursionistico e turistico che rientra nelle finalità CAI e FAI, alla portata di tutti.

    Il percorso inizia con  la visita al Museo Geopalentologico di Camposilvano: qui sono illustrate la geologia e la palentologia di Monti Lessini con un’interessante esposizione di fossili appartenenti a diverse formazioni sedimentarie, come la Dolomia, il Gruppo dei Calcari Grigi, il Rosso Ammonitico, il Gruppo di San Vigilio, il Biancone e la Scaglia Rossa.

    Si visita poi il Covolo di Camposilvano, grande cavità carsica: la grotta ha avuto origine circa due milioni di anni fa ed è il risultato di una lunga e intensa azione dissolvente da parte dell’acqua, associata a numerosi crolli che hanno determinato la situazione attuale. All’interno del Covolo è possibile osservare le tre formazioni rocciose principali dei Lessini: il Gruppo di San Vigilio, il Rosso Ammoniaco e il Biancone. Leggende raccontano che nel Covolo dimorano gli orchi e le fade, fate dei boschi. Usciti dal Covolo, si riprende la strada che in breve ci conduce alla Valle delle Sfingi. Si abbandona la strada e lungo una carrareccia si passa accanto ad un monolito particolare chiamato “il Fungo” al quale sono legate leggende particolari.

    Arrivati alla Valle delle Sfingi è possibile ammirare imponenti monoliti di roccia modellati nel tempo da fenomeni carsici e meteorici: questi assumo spesso la forma a fungo, con un cappello di Rosso Ammonitici poggiato su una formazione rocciosa più erodibile, quale il Gruppo di San Vigilio.

    Qui le osservazioni anche di carattere antropico sono diverse. Si risale lungo tracce di sentiero fino a raggiungere le Malge posto in località Noderi (1330 m – Punto più alto dell’escursione). Si arriva ad un punto definito Belvedere, dove il paesaggio sulla Lessina si apre ai nostri occhi, a Nord scorci delle Piccole Dolomiti. Si riprende sentiero fino ad recuperare la carrareccia che segue la dorsale erbosa. Notevoli gli spunti  di architettura  delle maghe che si incontrano. Si scende lungo la “Via Pastorale o Cavallara” dove si individuano i muretti a secco e le trincee delle Prima Guerra Mondiale. Si arriva alla grande croce di pietra costruita nel 1864 (Croce del Gallo 1175 m). Si riprende la carrareccia verso Nord e attraversato un piccolo residua di bosco di faggi, si arriva ad un Capitello dove troveremo una seconda croce di pietra  (anno 1890) d in breve raggiungiamo la contrada Cunek (Cuniche) dove si possono osservare gli elementi tipici delle contrade della Lessinia, come il baito, edificio utilizzato perla lavorazione del latte e la produzione del formaggio. E’ caratterizzato da piccole finestre in corrispondenza del logo del late, la stanza dove veniva fatto scremare il latte: questo spazio doveva essere sempre fresco per permettere la conservazione ottimale del latte e del formaggio e le piccole finestre consentivano proprio di mantenere la temperatura adatta.

    Usciti dalla contrada si arriva al punto di partenza sul piazzale del Museo Geopalentologico di Camposilvano.

    Programma GITA LESSINIA FAI 2010 (in pdf)

    27-28 Marzo 2010: XVIII Giornata FAI di Primavera in collaborazione con il CAI – “Ai piedi del Serva: itinerario ad anello tra Cultura e Natura alle porte della città di Belluno”

    Sabato 27 e domenica 28 marzo 2010 si svolgerà la XVIII Giornata FAI di Primavera, che permette di scoprire angoli più o meno noti del nostro Paese. Nell’ambito della consolidata collaborazione con il CAI, la Sezione di Belluno e Luca De Bortoli, Operatore Naturalistico e Culturale del Club Alpino Italiano, propongono per entrambe le giornate, con partenza alle ore 9.00 dal Piazzale Monte Schiara nella frazione di Cavarzano,  un itinerario ad anello tra Cultura e Natura ai Piedi del Serva.

    Prima tappa è l’antica Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta, le cui pareti interne sono state affrescate nella seconda metà del Cinquecento. Tra gli arredi, sono interessanti anche le pale dei due altari laterali, opere di Nicolò De Stefani (XVI Sec.) e di Francesco Frigimelica il Vecchio (XVII Sec.). Proseguendo quindi per strade secondarie si giunge alla chiesa parrocchiale di Cusighe, dedicata a Sant’Aronne, che contiene lacerti di affreschi risalenti al XV e XVI Sec., tra i quali spicca l’Ultima Cena attribuita a Paris Bordon (1500-1578). È pregevole anche l’ancona lignea dell’altare maggiore, datata 1621, che racchiude una tela cinquecentesca.

    Tra coltivi e alberi da frutto, si giunge quindi all’abitato di Sala, di probabile fondazione longobarda. Al centro si osserva la chiesa di San Matteo, piccolo gioiello architettonico edificato nel 1406 e internamente ricoperto da un grande ciclo affrescato quattrocentesco, mentre sopra l’altare domina il trittico su tavola di Antonio da Tisoi della scuola di Simone da Cusighe (XIV Sec.).

    Seguendo il vicino torrente si sale decisi verso San Liberale (anticamente San Daniele), chiesa di fondazione anteriore al X Sec. situata in località Pedeserva. Si tratta di uno degli edifici sacri più antichi del Bellunese e sorge in posizione panoramica sulla Valbelluna. All’interno, dalla pianta a croce latina con tre absidi e cripta anulare, si segnalano frammenti di pluteo del IX Sec., il coperchio di un antico sarcofago e lacerti di affreschi cinquecenteschi. La pala dell’altare maggiore è opera dell’artista seicentesco Francesco Frigimelica il Vecchio.

    Continuando a salire si entra progressivamente nel bosco di latifoglie dagli evidenti aspetti termofili, in cui si alternano rimboschimenti a conifere (abete rosso e larice). Lasciata la strada principale, si prosegue poi in quota per una evidente traccia di sentiero che porta in breve al piano prativo di Braida e quindi alla cinquecentesca chiesa di San Michele, dal caratteristico portico. All’interno si nota la nitida riproduzione fotografica dell’originaria pala cinquecentesca.

    Per strada sterrata, all’interno del bosco, si scende alla località Col Fiorito, e da qui, tra prati falciati e un tessuto urbano sempre più fitto, si ritorna infine a Cavarzano.

    Il percorso, di circa 9 km per un dislivello in salita di 400 m, non presenta particolari difficoltà seguendo strade asfaltate, sterrate e parte di un buon sentiero. La durata prevista dell’itinerario è di 6 ore e mezza, soste comprese.

    Per maggiori informazioni ed iscrizioni ci si può rivolgere all’organizzatore Luca De Bortoli, Tel. 0439301927 (ore pasti), Cell. e SMS 3404665088, E-Mail lucadebortoli@email.it, o alla sede della Sezione CAI di Belluno (Tel. 0437 931655 il martedì dalle 17.00 alle 19.00 o il venerdì dalle 20.00 alle 22.00) entro venerdì 26 marzo 2010. Ai non soci CAI è richiesto un contributo per la copertura assicurativa.

    XVIII GIORNATA FAI DI PRIMAVERA Ai piedi del Serva (in pdf)

    Chiesa di San Liberale in Pedeserva

    Chiesa di San Liberale in Pedeserva

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